Non donna di provincie ma bordello.

Le situazioni di crisi, specie se parossistiche, si comportano come i cambi di illuminazione in un ambiente: mettono in luce aspetti che, pur in primo piano, non erano stati evidenziati dalle precedenti condizioni di osservazione.

La crisi indotta dal covid-19 ha agito cosi col contesto sociale e politico europeo ed italiano.

Ormai da decenni le classi dirigenti italiane, hanno stoppato la tendenza a finanziare con l’emissione di nuova moneta il debito pubblico, rivolgendo la richiesta di finanziamento dei bilanci al mercato finanziario privato, ottenendo così un forte freno all’inflazione e, al contempo l’esplosione della spesa per il finanziamento del debito e la sua crescita.

Davanti al debito “mostre” così generato e facendosi scudo delle richieste degli altri paesi dell’Unione Europea, hanno indotto il sistema politico italiano a ridurre le prestazioni di servizi sociali ai cittadini.
Da decenni si spinge verso le famose “riforme strutturali” lasciando intendere che primi tra tutti avrebbero dovuto eliminarsi i grandi mali del sistema italiano: l’inefficienza della macchina pubblica, l’evasione fiscale e la corruzione diffusa.

Bene. Abbiamo scoperto che le inefficienza, la corruzione, l’evasione fiscale, sono più difficili da eliminare di quello che si pensava.
Invece erano molto più semplici da aggredire, limare, tagliare i servizi pubblici.

E li si è “riformato” di brutto: meno insegnanti e meno aule, meno medici e meno posti letto negli ospedali, pensioni assittigliate sempre di più. Blocco del turnover negli uffici pubblici.

Nel frattempo – però – si è creato un abbondante precariato pubblico non selezionato, si sono create società satelliti partecipate, formalmente private cui esternalizzare funzioni pubbliche e dotate di personale di nuova assunzione. Assunto senza le procedure concorsuali necessarie per il pubblico.

Pubbliche amministrazioni siffatte avrebbero faticato a reggere le procedure previste dalla burocrazia europea per l’uso dei fondi strutturali, ma i problemi di adeguatezza si sono avvertiti solo in parte, perché la politica solo in pochi casi è stata capace di attivare le Amministrazioni con la formulazione – ed il mantenimento – di piani ed obiettivi di investimento coi fondi UE.

A questa situazione siamo arrivati in un tempo adeguatamente lungo per adattarci pian piano, seguendo pedissequamente il noto processo della rana lessa. D’altro canto la visione del mondo sottesa alla ideologia dei mercati ha da tempo ucciso tutte le altre ideologie e si è autoproclamata verità assoluta. Una situazione simile al Cattolicesimo nell’Europa prima della Riforma protestante. Le dispute erano tutte interne alla vera religione e chi immaginasse altre visioni era un eretico da bruciare in piazza.

In questo contesto piomba il coronavirus.

Le piccole aziende non lavorano più. Chiusi ristoranti, bar e tante attività manifatturiere. Tante partite Iva inattive in casa per fermare il contagio.

I tanti italiani che vivevano al limite, sono travolti. La sanità si è trovata inadeguata, senza apposti letto, senza medici ed infermieri; la scuola, carente di carta igienica si trova a doversi dotare di attrezzature per la formazione a distanza (senza tenere conto che tantissime famiglie non hanno in casa le gli strumenti per fruirne).

Sarà necessario tutto il potere di spinta di entità statali potenti e volenterose, concrete e visionarie. E ci sarà bisogno di una classe dirigente europea consapevole e solidale, capace di lasciarsi alle spalle le spinte egoistiche e ideologiche che le hanno fatto già fatto demolire la Grecia, capace di capire che l’approccio responsabile è quello equilibrato, che non bruci miliardi in pratiche demagogiche, ma che non si sottragga alla sfida di questa crisi, che sta mostrando in tutta la loro inadeguatezza equilibri e certezze costituiti negli ultimi 40 anni.

In alternativa (perché c’è sempre un’alternativa) l’Europa diventerà come l’Italia descritta da Dante nei versi “petrosi” del sesto canto del Purgatorio.
Ricordate?
hai serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!

D’altro canto, che davanti ad un’Europa pura “espressione geografica” ci sarebbe la fila di potenze interessate, ci è già dimostrato dalla gara che Cina Russia e USA stanno facendo per mandare aiuti oggi all’italia e domani a tutti i singoli stati europei che abbiano bisogno.

L’Italia dopo la “pace di Lodi”

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