Atto Ispettivo sul “beauty contest”

rai_mediaset_645Atto n. 4-00506

Pubblicato il 8 luglio 2013, nella seduta n. 60

CAMPANELLA ,  AIROLA ,  BATTISTA ,  BIGNAMI ,  BOCCHINO ,  CAPPELLETTI ,  CASALETTO ,  CASTALDI ,  CATALFO ,  CRIMI ,  DONNO ,  ENDRIZZI ,  FATTORI ,  GAETTI ,  GIARRUSSO ,  LEZZI ,  MANGILI , MARTELLI ,  MONTEVECCHI ,  MORRA ,  NUGNES ,  SANTANGELO ,  SCIBONA ,  SERRA ,  VACCIANO

Al Ministro dello sviluppo economico.

Premesso che:

il Governo Monti, a parere degli interroganti in virtù della pressione esercitata dall’opinione pubblica, ha trasformato il famigerato “beauty contest”, che regalava i canali a Rai e Mediaset, in una gara onerosa per i soli (o quasi) nuovi entranti del mercato televisivo, riservando una parte delle risorse frequenziali (3 lotti) per una futura asta per la banda larga mobile delle compagnie telefoniche;

dopo il varo del regolamento da parte della nuova Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe approvare il bando e il disciplinare;

rimangono dubbi sull’effettiva rendita per lo Stato di un’asta che offre gli scarti dello spettro elettromagnetico nazionale e che rischia di essere ignorata dai noti nuovi operatori;

permangono inoltre le critiche, da parte della Commissione europea, sull’effettiva qualità delle frequenze televisive messe in palio dal Governo e sulla conseguente apertura del mercato, chiuso ancora dal duopolio Rai-Mediaset;

considerato che:

la futura e presunta asta per le risorse da assegnare alla banda larga mobile sarà realizzabile non prima dell’anno 2016 e potrebbe portare nelle casse dello Stato svariati miliardi di euro;

il professor Antonio Sassano, esperto di spettro radio, docente di Ricerca operativa all’università “La Sapienza” di Roma, sostiene che l’Italia sia in ritardo e, al contempo, in una posizione di svantaggio rispetto agli altri Paesi, in quanto non è presente al tavolo ITU (International telecommunication union) di Ginevra, in cui viene decisa la futura canalizzazione europea per la banda larga mobile;

a parere degli interroganti la nascita del Governo Letta, “Governo di larghe intese”, dove il ruolo di uno dei partiti di maggioranza risulta significativamente più importante rispetto a quello del Governo precedente, rischia di pregiudicare, per effetto del noto conflitto di interessi, la realizzazione della gara per le frequenze televisive e di conseguenza anche l’asta per la banda larga mobile;

le frequenze radiotelevisive sono un bene pubblico che deve rispettare un “ecosistema” internazionale, in quanto i segnali radio viaggiano da un Paese all’altro; i tavoli internazionali servono ad evitare interferenze che purtroppo il precedente Governo Berlusconi a parere degli interroganti ha causato con i Paesi vicini per aver trascurato il coordinamento internazionale; a causa di ciò, le nostre emittenti radiotelevisive ostacolano le trasmissioni in Francia, Malta, Croazia e Slovenia, che quindi hanno avviato un contenzioso con l’Italia;

adesso l’Italia deve impegnarsi al massimo per recuperare la credibilità perduta e superare quel circolo vizioso che rischia di perpetuarsi se la questione frequenze continua a essere gestita in malo modo;

considerato inoltre che, a parere degli interroganti:

si potrebbe verificare una situazione ancora più disastrosa di quella attuale, se ancora una volta la politica anteporrà gli interessi degli operatori televisivi privati a quelli dello sviluppo e dell’innovazione; infatti il comparto radiofonico e televisivo tradizionale, attualmente, risulta già essere appesantito dalla crisi economica;

si è di fronte ad uno scenario impegnativo, che richiede un forte sforzo per fronteggiare le sfide poste in essere dalle nuove tecnologie e dai nuovi canali di comunicazione digitale;

è necessario, per evitare ricadute sull’occupazione in questo settore che offre tante possibilità di lavoro a migliaia di persone, che il Governo intervenga tempestivamente con iniziative volte a favorire la ripresa del mercato,

si chiede di sapere:

quali iniziative intenda assumere il Ministro in indirizzo al fine di fare chiarezza sulla questione e di illustrare le intenzioni da parte del Ministero circa la realizzazione o meno dell’asta;

se intenda favorire il superamento dell’attuale momento di difficoltà, dando la possibilità alle imprese del settore televisivo di avviare strategie di sviluppo sulle nuove piattaforme tecnologiche, così da poter affiancare all’offerta tradizionale la diffusione via internet e l’uso sinergico dei social network; in tal modo la televisione locale potrà mantenere la propria presenza in un mercato caratterizzato da un continuo cambiamento;

se, considerata la nuova disciplina adottata dall’Agcom che a quanto risulta agli interroganti penalizza fortemente l’emittenza locale, intenda fornire concrete soluzioni alle numerose problematiche interferenziali che affliggono il comparto televisivo locale, a seguito della transizione alle trasmissioni digitali terrestri;

se intenda attivare un’azione preventiva, a livello istituzionale, che favorisca una conoscenza diffusa del problema affinché ogni criticità interferenziale, che dovesse verificarsi, possa trovare soluzione in tempi brevi.

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