Atto Ispettivo sulle Zone Franche Urbane

zfuAtto n. 4-00478

Pubblicato il 3 luglio 2013, nella seduta n. 56

CAMPANELLA ,  MORRA , ROMANI Maurizio ,  PUGLIA ,  MOLINARI ,  SERRA ,  BOCCHINO ,  MANGILI ,  PEPE ,  CAPPELLETTI ,  CASTALDI ,  SANTANGELO ,  GIARRUSSO ,  VACCIANO ,  BLUNDO

Ai Ministri dello sviluppo economico e per la coesione territoriale.

Premesso che:

le zone franche urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese;

l’obiettivo prioritario delle ZFU è quello di favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse;

il riconoscimento delle ZFU rappresenterebbe una reale base di partenza per riuscire ad avviare una concreta opportunità di sviluppo e, al contempo, di lavoro, permettendo investimenti importanti nelle aree interessate;

i riferimenti normativi delle zone franche sono contenuti nel Trattato di Lisbona, che pone come obiettivo principale la riduzione del divario fra i livelli di sviluppo delle varie regioni europee, oltre allo sviluppo di quelle aree considerate meno favorite quindi, in primis, le regioni insulari e quelle frontaliere;

considerato che:

presso il Dipartimento di programmazione della Regione Siciliana è stato già trattato il tema delle ZFU sin dal 2007, attraverso la valutazione di diverse proposte progettuali;

tali progetti recepiti ed approvati dalla Giunta regionale con delibera n. 426 dell’11 novembre 2010, riconoscevano 5 nuove zone franche urbane nel territorio siciliano, quali Palermo Brancaccio, Palermo porto, Bagheria (Palermo), Enna e Vittoria (Ragusa), in aggiunta a Catania, Gela (Caltanissetta) ed Erice (Trapani), già accolte nel 2008 con delibera di Giunta regionale n. 186;

a seguito di un accordo tra Regione Siciliana e Ministro per la coesione territoriale sono stati resi disponibili 1.600 milioni di euro di fondi da spendere entro il 2015; tuttavia risulta che tali fondi, per qualche motivo a giudizio degli interroganti per nulla chiaro, rimarranno bloccati fino a data da destinarsi;

in data 6 marzo 2013 alcuni deputati regionali, la maggior parte appartenenti al Movimento 5 Stelle, hanno presentato una mozione che impegna il Governo regionale ad utilizzare tutti gli strumenti al fine di consentire l’attivazione di tali zone franche urbane nell’Isola e contribuire, così, alla crescita sociale ed economica;

nella XIV Legislatura è stato presentato il disegno di legge AS 1772 per la determinazione delle zone franche in Sicilia;

ritenuto che:

è grave che le aree più disagiate del territorio siciliano siano considerate fuori della linea doganale ai fini dell’applicazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 23 gennaio 1973, n. 43;

la prima Regione italiana ad avviare le procedure per essere considerata zona franca è stata la Sardegna; ma in Sicilia vi sono le medesime condizioni di svantaggio, anzi forse la regione si trova in una situazione ancora più disagiata per quello che riguarda il Pil pro capite;

la determinazione delle zone franche in Sicilia rappresenta un’opportunità per utilizzare gli strumenti comunitari rivolti a quelle regioni in situazioni difficili come la Sicilia;

la Regione Siciliana ha tutte le carte in regola perché le sia riconosciuto uno status privilegiato dal punto di vista fiscale e doganale, tale per cui l’applicazione di un regime speciale porterebbe una concreta inversione di rotta nell’economia siciliana;

nella fattispecie sarebbe auspicabile, per le caratteristiche intrinseche dell’isola,

attivare delle zone franche urbane dove poter istituire progetti di defiscalizzazione;

l’attualità e la validità di tale proposta è legata alla posizione geografica della Sicilia, alla sua centralità mediterranea, al suo ruolo storico di punto d’incontro fra tre continenti (Europa, Asia ed Africa) ed all’esigenza sovranazionale di creare un “centro-motore” di vaste dimensioni che sia realmente trainante per l’economia sud-europea e mediterranea e che possa creare in Sicilia piena occupazione, lavoro, produttività, ricchezza, beni e servizi;

è importante coinvolgere direttamente i Comuni, in quanto sono i protagonisti sul territorio: bisognerebbe dotarli di quegli strumenti per poter istituire tramite delibere e atti amministrativi progetti di defiscalizzazione;

l’istituzione delle zone franche urbane, inoltre, servirebbe ad arginare la crisi che continua ad investire i settori produttivi provocando i noti e gravi disagi di tipo sociale ed economico; al contempo, contribuirebbe al rilancio della Sicilia e del suo territorio, ingessato nella fase di stallo delle sue attività produttive che rischia di paralizzare fatalmente l’economia,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda attivarsi, per quanto di competenza, al fine di prendere in seria considerazione le azioni finora intraprese da parte dei parlamentari siciliani, volte a costituire una parte del territorio siciliano in zona franca, o se esse debbano rimanere dei semplici documenti informativi;

se i Ministri in indirizzo intendano utilizzare tutti gli strumenti di competenza utili e idonei al fine di consentire l’attivazione di zone franche urbane in Sicilia contribuendo, così, alla crescita sociale ed economica;

quali azioni intendano intraprendere al fine di consentire l’avvio di un processo di riscatto e di rinascita economica e politica del popolo siciliano;

se, in definitiva, intendano rendere ZFU le zone più disagiate della regione siciliana costituite da: Palermo Brancaccio, Palermo porto, Bagheria, Enna e Vittoria;

se intendano attivarsi affinché siano coinvolti direttamente i Comuni siciliani che, successivamente, saranno protagonisti nel territorio e, attraverso proprie delibere ed atti amministrativi, potranno attivare le zone franche;

quali siano le reali motivazioni del ritardo su una reale problematica, nonostante le priorità del Governo regionale e nazionale siano lo sviluppo ed il lavoro del Paese.

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