[ #MozioneM5S ] : Valutare l’opportunità di indirizzare la Concordia verso i cantieri navali Fincantieri di Palermo

concordia-dritta-17-settembre-2013

Atto n. 1-00167

Pubblicato il 22 ottobre 2013, nella seduta n. 129

CAMPANELLA (Primo Firmatario) ,  LUCIDI ,  PEPE , BOCCHINO ,  BATTISTA ,  ORELLANA ,  SIMEONI ,  FATTORI ,  AIROLA ,  BERTOROTTA ,  BENCINI ,  CIOFFI ,  DONNO

Il Senato,

premesso che:

il 16 settembre 2013 il relitto della nave da crociera Costa “Concordia”, naufragata il 13 gennaio 2012 davanti al porto dell’isola del Giglio con 4.229 persone a bordo (32 morti e decine di feriti), è stato rimesso in assetto verticale e poggia ora sulle 6 piattaforme subacquee di acciaio. Secondo i tecnici del consorzio Titan-Micoperi, il rinvio delle attività di messa in asse della Concordia alla primavera del 2014 avrebbe messo a serio rischio la conclusione positiva dell’intera operazione di rimozione, rendendo indispensabile effettuare il raddrizzamento entro il mese di settembre, così come accaduto, ed il rigalleggiamento entro la primavera del 2014;

per procedere allo smantellamento, occorrerà attendere quindi la prossima primavera. Su proposta del Ministro pro tempore dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dottor Corrado Clini, il Consiglio dei ministri nel mese di marzo 2013 ha autorizzato il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del consiglio dei ministri, in stretto raccordo con il Ministero dell’ambiente e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ad adottare i provvedimenti necessari a consentire il trasporto della nave Costa Concordia presso il porto di Piombino per lo smantellamento, utilizzando le risorse già stanziate ed effettivamente disponibili, in raccordo con il Ministero dell’economia e delle finanze;

in base a quanto disposto nella deliberazione del Consiglio dei ministri 11 marzo 2013, recante: «Autorizzazione al Commissario delegato per l’emergenza ambientale conseguente al naufragio della nave Costa Concordia, ad adottare i provvedimenti necessari a consentirne il trasporto nel porto di Piombino e lo smantellamento», (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 61 del 13 marzo 2013), la nave Concordia è destinata alla demolizione e, come tale, soddisfa la definizione di rifiuto ai sensi della direttiva 2008/98/UE e del regolamento (CE) n. 1013/2006. Deve dunque essere assoggettata al relativo regime giuridico di gestione, di controllo e sanzionatorio. Su questi aspetti le competenze autorizzative sono in capo alla Regione Toscana;

la delibera specifica che l’allegato III al regolamento (CE) n. 1013/2006, voce GC030, classifica tra i rifiuti contenenti metalli le “navi ed altre strutture galleggianti destinate alle demolizioni adeguatamente vuotate di qualsiasi carico e di altri materiali serviti al loro funzionamento che possono essere classificati come sostanze o rifiuti pericolosi”. In quanto “rifiuto” la nave dovrebbe essere condotta nel sito più vicino per essere demolita;

il Sottosegretario di Stato per l’ambiente, dottor Marco Flavio Cirillo, rispondendo il 1° agosto 2013 all’atto di sindacato ispettivo 5-00672 sulla rimozione e messa in sicurezza della Costa Concordia, presentato presso la Camera dei deputati, ha riferito che «I lavori previsti per il Porto di Piombino, il più vicino al relitto della Concordia e quindi se pronto per tempo il probabile posto di destinazione, finanziati dalla Regione Toscana, dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Infrastrutture, sono esclusivamente quelli previsti dal nuovo Piano regolatore Portuale. La realizzazione del primo lotto di lavori, per un importo complessivo di 110 milioni, consentirà, qualora il porto sia pronto e quindi i tempi risultino compatibili con la rimozione del relitto, di accogliere lo stesso in sicurezza e negli spazi necessari al trattamento previsto. Il cronoprogramma dei lavori del porto prevede la funzionalità delle opere del primo lotto a partire da aprile 2014»;

considerato che:

secondo quanto riferito in un articolo pubblicato il 19 settembre 2013 sul quotidiano “La Stampa”, la Costa crociere avrebbe commissionato uno studio che dimostra che in Italia non esiste uno scalo adeguato ad accogliere il relitto. La società, controllata dal gruppo statunitense Carnival, sarebbe intenzionata ad optare per i cantieri di demolizione della Turchia, che da anni hanno conquistato la leadership in questo settore nell’area del Mediterraneo. Per la rimozione della nave, dunque, potrebbe essere presa in considerazione l’opzione del trasporto del relitto a grande distanza, attraverso l’ausilio della nave “Vanguard”, una nave olandese, costruita in Corea, dall’assetto semi-sommergibile di 275 metri di lunghezza, 70 di larghezza, capace di sollevare 110.000 tonnellate, solitamente utilizzata per trasportare altre unità o piattaforme offshore. La Vanguard sarebbe in grado, immergendosi e poi riaffiorando, di caricare la Concordia sul ponte e trasportarla nel porto di destinazione. A tal fine, la società avrebbe stipulato un pre-contratto con l’agenzia marittima genovese che rappresenta in Italia Dockwise, l’armatore olandese;

al di là delle decisioni della società armatrice della Concordia, la nave da crociera è a tutti gli effetti un rifiuto da smaltire e in tal senso rientra nella competenza regionale. Tale ultimo dato fa sì che la battaglia condotta dalla Regione Toscana per promuovere la candidatura di Piombino quale porto pronto ad accogliere il relitto sia per certi versi facilitata;

in data 13 settembre 2013, il capo del Dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli in audizione presso l’VIII Commissione parlamentare (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati ha dichiarato che appare chiarissimo come il porto non sia attrezzato, sia per la profondità inadeguata, pari a 7-8 metri di dragaggio, sia per le infrastrutture, inadatte ai successivi lavori di demolizione;

secondo quanto riferito da organi di stampa, il 4 ottobre 2013 il commissario per l’emergenza dottor Franco Gabrielli ha dichiarato che nel momento in cui la nave Concordia sarà pronta ad essere portata via dall’isola del Giglio ”se il porto di Piombino indicato dal precedente governo e non smentito dall’attuale sarà pronto a accogliere il relitto, quello sarà il porto prescelto, altrimenti si troverà un’altra soluzione”;

occorre tener presente, come da più parti rilevato, che difficilmente i lavori di adeguamento del porto disposti dal piano regolatore portuale potranno rispettare il cronoprogramma stabilito, rischiando così di prolungare la permanenza in mare del relitto: già ad oggi, secondo quanto riferito dal commissario per l’emergenza il 7 ottobre, nel consueto incontro con gli abitanti di isola del Giglio, “la nave ha subito un leggerissimo spostamento”, mettendo in evidenza che esiste l’urgenza di realizzare le opere di messa in sicurezza della nave e di portare via il relitto il prima possibile. Un’urgenza confermata anche dal responsabile del progetto di rimozione della Concordia Franco Porcellacchia. “Lo sbandamento della nave – ha detto – è di circa 2 gradi”. L’angolo di sbandamento di 1,5 gradi dopo la rotazione, ha ricordato parlando con la popolazione, è aumentato di mezzo grado a causa delle mareggiate di sabato scorso con un’onda di 4 metri”;

secondo Fincantieri, che nel mese di aprile 2013 ha elaborato per il Ministero dello sviluppo economico un documento di analisi tecnico-economica delle ipotesi di gestione del relitto della Concordia, la tempistica usuale per la realizzazione di un grande bacino e di infrastrutture del tipo di quelle ipotizzate ex novo per Piombino, incluso un cantiere di demolizione nel sito, si aggira in non meno di 3 anni;

rilevato che:

contestualmente alle operazioni di raddrizzamento della nave, si è sviluppata una profonda polemica, di cui vi è traccia anche in diversi atti di sindacato ispettivo presentati presso le Camere, per cui ogni porto italiano che ospita un polo cantieristico auspica di divenire il sito più idoneo ad accogliere il relitto;

il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione che impegna il Presidente ad attivarsi per appoggiare concretamente Civitavecchia nella corsa alla rottamazione. Il sindaco di Civitavecchia propone un’alleanza tra la Toscana e il Lazio e tra le maestranze di Piombino e Civitavecchia. A sua volta, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha dichiarato di contare sull’arrivo della Concordia per un rilancio del porto, tenuto conto che, secondo quanto riferito dallo stesso sindaco, e di cui si dà notizia in un articolo de “Il Messaggero” del 19 settembre 2013, in una riunione al Ministero dello sviluppo economico, è emersa “la concorde opinione che i cantieri navali di Palermo abbiano tutti i requisiti necessari per poter ospitare i lavori di smontaggio della Costa Concordia. Fare questi lavori a Palermo sarebbe del tutto logico, in considerazione dei costi molto inferiori, con un notevole risparmio per le casse dello Stato”. Alle candidature di Piombino, Civitavecchia e Palermo, occorre aggiungere quelle di Genova, Napoli e Porto Torres;

appare evidente come una guerra dei porti sia un esercizio del tutto fuorviante ed inutile, mentre la principale priorità dovrebbe essere quella di garantire che la demolizione non avvenga in condizioni di pericolo e senza rispetto per le normative ambientali;

considerato inoltre che:

è comunque da tenere presente che Fincantieri – Cantieri navali italiani SpA è uno dei maggiori gruppi industriali, per fatturato e numero di addetti, esistenti in Europa, attivo nel settore della cantieristica crocieristica, militare e mercantile e che rappresenta, pertanto, una delle più importanti realtà produttive del Paese. È il cantiere navale di Palermo che si sta occupando della realizzazione dei cassoni di galleggiamento che serviranno a mettere in equilibrio la nave per spostarla dall’isola del Giglio;

l’assegnazione delle operazioni di smaltimento e smantellamento del relitto ai cantieri navali di Palermo comporterebbe quindi oneri inferiori a carico del bilancio dello Stato, perché non si renderebbero necessari lavori di adeguamento, e garantirebbe al contempo il ripristino dei livelli occupazionali,

impegna il Governo:

1) in considerazione della complessità e dell’importanza dell’operazione dal punto di vista economico, finanziario e della tutela dell’ambiente, a riferire le proprie considerazioni e determinazioni sulla gestione del relitto, illustrando in particolare l’analisi di compatibilità tecnico-economica contenuta nel documento che Fincantieri ha prodotto per il Ministero dello sviluppo economico;

2) ad individuare i necessari momenti di consultazione pubblica e partecipazione di tutti i portatori di interessi, nonché delle istituzioni nazionali e locali, al fine di assicurare la massima condivisione possibile sulla scelta del porto idoneo ad ospitare il relitto;

3) ad adottare le opportune iniziative, in coordinamento con la Regione Toscana e le altre autorità coinvolte, al fine di assicurare che la nave Concordia sia trasportata in un luogo idoneo per caratteristiche tecniche ed infrastrutturali a garantirne la demolizione e lo stoccaggio dei relativi rifiuti speciali derivanti dalla demolizione in condizioni ottimali e di massima sicurezza, dal punto di vista sia ambientale che degli operatori addetti, valutando a tal fine l’opportunità di indirizzare la medesima nave verso i cantieri navali Fincantieri di Palermo

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