#Bagheria : Risposta del MIBAC su Villa Valguarnera

valguarneraA seguito dell’atto di sindacato ispettivo n. 3-00573, ieri in 7a commissione, abbiamo ricevuto la risposta da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo .

Interrogazioni

 Il sottosegretario Ilaria BORLETTI DELL’ACQUA risponde all’interrogazione n. 3-00573 del senatore Campanella sulla salvaguardia di villa Valguarnera a Bagheria (Palermo), ricordando che lo statuto della Regione Siciliana prevede la potestà legislativa esclusiva regionale anche per la conservazione delle antichità e delle opere artistiche, per la tutela del paesaggio, nonché per i musei. Evidenzia poi che il decreto del Presidente della Repubblica n. 637 del 1975 all’articolo 1 ha stabilito che l’Amministrazione regionale esercita nel territorio tutte le attribuzioni delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato in materia di antichità, opere artistiche e musei, nonché di tutela del paesaggio. Precisa quindi che ormai la materia è regolata da leggi regionali e che le Soprintendenze sono da allora passate alle dipendenze della Regione, mentre il Ministero ha come propri organi periferici in Sicilia esclusivamente la Soprintendenza archivistica, con sede a Palermo, e gli Archivi di Stato distribuiti su base provinciale.

Fa presente dunque che il Ministero non è competente in materia e che le informazioni sono state fornite, in spirito di collaborazione interistituzionale, dalla competente Soprintendenza della Regione Siciliana. Nel merito, premette che le costruzioni sorte nella zona vincolata del Parco di Villa Valguarnera – e che ne hanno sensibilmente deteriorato il pregio – sono state realizzate in data antecedente all’apposizione dei vincoli paesaggistici e monumentali da parte della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo.

Nel richiamare brevemente le vicende relative ai vincoli proposti dalla stessa Soprintendenza a tutela del territorio di Bagheria, puntualizza che esso costituiva una contrada di campagna privilegiata nella scelta della nobiltà palermitana e divenne nel Settecento luogo ideale per la villeggiatura. Rammenta inoltre che gli antichi caseggiati rurali furono trasformati in eleganti residenze e che le ville divennero elementi di notevole valorizzazione del paesaggio anche perché la scelta della loro ubicazione venne opportunamente studiata al fine di raccordare l’architettura all’ambiente circostante. Ricorda quindi che la fama delle ville, divulgata in Europa dai resoconti di scrittori famosi, le ha fatte divenire meta privilegiata dei viaggiatori fin dal Settecento.

Segnala poi che questo patrimonio monumentale, il cui interesse storico ed artistico è stato riconosciuto da parte della Soprintendenza di Palermo a partire dal 1913, ha subito il fenomeno dell’inurbamento e, non a caso, Bagheria costituisce oggi il centro abitato più popoloso della provincia di Palermo, dopo il capoluogo. Le ville hanno quindi perso nei decenni successivi alla seconda Guerra mondiale i giardini ed i parchi di pertinenza, mentre i terreni agricoli e di pregio sono stati ceduti dai nobili proprietari in decadenza per essere lottizzati. Giudica peraltro emblematico lo stravolgimento di villa Butera, che costituiva il nucleo generatore intorno al quale è sorto l’abitato di Bagheria, e che presentava un ampio parco comprendente a monte la Certosa: alle spalle della villa sorge infatti un quartiere di edilizia popolare che ha cancellato qualsiasi testimonianza del parco originario. Reputa altrettanto decontestualizzata la villa Palagonia, nella quale i corpi bassi che delimitavano le due corti sono assediati dalle costruzioni sorte intorno e molti dei famosi “mostri” sono andati perduti a causa delle nuove costruzioni. Chiarisce in proposito che ciò è potuto avvenire perché la legge n. 364 del 1909 non prevedeva l’identificazione planimetrica su mappa catastale dell’estensione del vincolo e la relativa trascrizione presso la Conservatoria dei registri immobiliari. Informa pertanto che solo con la legge n. 1089 del 1939 tale possibilità è stata introdotta ed infatti, nel caso di villa Valguarnera, nel 1958 la Soprintendenza di Palermo ha rinotificato il vincolo ai proprietari, sottoponendo a tutela, oltre al corpo principale della villa, anche il viale di ingresso ed il parco, fino a comprendere la cosiddetta Montagnola.

Richiamando poi la denuncia, avanzata dalla scrittrice Dacia Maraini, dello scempio urbanistico compiuto, rileva con rammarico che ciò è accaduto a partire proprio dagli anni Sessanta, in coincidenza con il fenomeno della crescita economica che ha prodotto una contemporanea ed indiscriminata espansione urbanistica. Riferisce peraltro che solo agli inizi degli anni Sessanta, nella consapevolezza del pericolo cui era sottoposto il complesso delle ville bagheresi, la Soprintendenza di Palermo ha proposto l’apposizione di un vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 1497 del 1939 alla parte del territorio comunale di Bagheria specificamente delimitata. L’area vincolata comprendeva zone più ampie, prevedendo una fascia di 200 metri a monte della strada statale 113 e un vincolo d’insieme su “tutte indistintamente le Ville settecentesche ed ottocentesche esistenti nel territorio del Comune di Bagheria per un raggio di 250 metri attorno a ciascuna villa”. Comunica altresì che secondo il decreto presidenziale n. 858 del 6 settembre 1967 l’estensione del vincolo a tutte queste aree era indiscriminata e non sufficientemente motivata, per cui è stato ritenuto opportuno, per le ville storiche, l’apposizione del vincolo monumentale ex legge n. 1089 del 1939, già fatto nel 1958 per il caso di Villa Valguarnera. Rende noto dunque che, in conseguenza di tale decreto, buona parte delle ville esistenti, nonché delle aree di loro pertinenza, in assenza per la maggior parte della rinotifica di interesse storico artistico ai sensi della legge n. 1089 del 1039, sono rimaste prive di qualsiasi vincolo, salvo quello derivante dallo strumento urbanistico comunale, troppo spesso disatteso.

Dopo aver evidenziato le trasformazioni conseguenti allo sviluppo edilizio, fa presente che nel 1993 la Soprintendenza di Palermo ha riproposto l’ampliamento della zona di vincolo paesaggistico vigente dal 1963 ed è stata sottoposta a tutela paesaggistica la parte del territorio in cui ricadono le ville storiche, seppure in un contesto ormai del tutto diverso dopo decenni di espansione edilizia. Sono stati pertanto attivati gli strumenti operativi consentiti dalle norme di salvaguardia degli ambiti territoriali ritenuti a rischio ed è stata proposta l’imposizione di un vincolo di inedificabilità temporanea ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale n. 15 del 1991 su parte del territorio di Bagheria. Sottolinea tuttavia che tale proposta di vincolo d’immodificabilità temporanea non ha trovato accoglimento da parte dell’assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana.

Comunica comunque che con decreto n. 6955 del 7 giugno 1994 è stato esteso ulteriormente il vincolo monumentale ai sensi della legge n. 1089 del 1939 sull’agro storico di villa Valguarnera, comprendendo così anche i terreni a valle della cosiddetta Montagnola. Nel segnalare che la presenza dell’agglomerato abusivo esistente era stata oggetto di attenzione da parte della Soprintendenza, tanto che nel 1990 essa aveva richiesto al Comune di Bagheria di effettuare le necessarie verifiche, precisa poi che sulla base di alcuni accertamenti sono state diffidate le ditte interessate a produrre la documentazione relativa allo stato di consistenza delle opere realizzate. Dagli accertamenti effettuati è inoltre emerso che si trattava nella maggior parte dei casi di costruzioni realizzate in data antecedente all’apposizione dei vincoli per le quali i proprietari avevano presentato le istanze di condono edilizio ai sensi della normativa allora vigente.

Tiene peraltro a sottolineare che, secondo quanto previsto dall’articolo 17, comma 11, della legge regionale n. 4 del 16 aprile 2003, sono state limitate le possibilità sanzionatorie nei confronti degli abusi accertati. Alla luce di ciò appare a suo avviso sorprendente che l’operato della Soprintendenza stessa sia ritenuto di ostacolo all’azione promossa dalla famiglia Alliata a salvaguardia del bene di loro proprietà per il quale manifestano da sempre il loro apprezzato e legittimo interesse. Assicura infatti che su questo obiettivo la Soprintendenza di Palermo è stata e sarà sempre impegnata alla salvaguardia del bene, come è dimostrato dall’impegno profuso nel corso di un secolo, tanto più che Villa Valguarnera, seppure depauperata, è una delle poche ville di Bagheria che ha conservato buona parte del suo spazio di pertinenza.

Riferisce perciò che da parte della Soprintendenza non si ravvisa un presunto “ostruzionismo sistematico” rispetto agli sforzi dei proprietari per mantenere integro il monumento, tanto che la stessa Soprintendenza ha sempre rilasciato regolare nulla osta, nei tempi prescritti dal decreto legislativo n. 42 del 2004, ad ogni progetto presentato dalla famiglia Alliata, cui spettano gli obblighi di conservazione del bene vincolato. Rende noto altresì che, rispetto alle molteplici attività in cui è stata coinvolta la Soprintendenza per la villa Valguarnera, di recente è stato rilasciato il nulla osta con nota del 16 marzo 2011 per la realizzazione di opere di manutenzione e riparazione dei pluviali.

In merito alle verifiche e controlli sugli eventuali abusi, la stessa Soprintendenza si riserva di riferire sui recenti sopralluoghi effettuati da personale tecnico congiuntamente ai Carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale, fermo restando che la vigilanza sull’attività edilizia nel territorio è di competenza degli organi della Polizia Municipale, a ciò preposti. In conclusione, in considerazione dell’importanza della Villa e della diffusa situazione di abusivismo denunciata, il Sottosegretario manifesta la massima disponibilità del Ministero a collaborare con gli organi della Regione Siciliana, pur consapevole dell’assenza di una propria competenza istituzionale a intervenire.

       Il senatore CAMPANELLA (Misto) si dichiara insoddisfatto in quanto nella risposta sembra emergere un comportamento della Sovrintendenza esente da critiche. Lamenta invece che quest’ultima non ha tenuto alcun atteggiamento facilitatorio dell’attività di conservazione della villa che la famiglia proprietaria ha indubbiamente messo in atto. Chiede peraltro se sia possibile disporre degli atti citati nella risposta, rilevando altresì criticamente come sugli immobili abusivi non sia stata compiuta alcuna azione efficace nei confronti dei proprietari inadempienti.

             Il PRESIDENTE dichiara concluso lo svolgimento dell’interrogazione all’ordine del giorno.

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