A che serve un Parlamento che non rompe le scatole?

"l'Italia è piena di ignoranti"

                     ” l’Italia è piena di ignoranti “

In commissione Affari costituzionali del Senato si ripresenta la legge elettorale, ben frollata dopo mesi di frigorifero.

Il tempo non l’ha resa più digeribile: è rimasta quella pozione micidiale che il PD è stato capace di produrre violentato dalla guida di Matteo Renzi. Anzi, cosa apparentemente impossibile, è peggiorata: le modifiche (proposte dai renziani e ingoiate dall’ex senatore – ex cavaliere – ma ancora leader dell’ex Centrodestra – Berlusconi) prevederebbero che il premio di maggioranza andrebbe alla lista (e non più alla coalizione) di maggioranza relativa ,al raggiungimento non più del 37% ma del 40% dei consensi.

In pratica invece di regalare fino al 18% dei consensi al gruppo di partiti che prende più voti, regalerebbe il 15% dei consensi a ciò che ormai è diventato il “Partito Della Leopolda” (PDL) per consentirgli di governare senza quei fastidiosi partitini sempre pronti a disturbare il grande Leader, magari chiedendo di non sprecare soldi pubblici in opere inutili, di ridurre il precariato e di chiedere all’Europa di lasciarci combattere la disoccupazione senza legarci le mani con un’austerità che aiuta solo i Paesi dell’Europa Settentrionale, o meglio le loro élite economiche.

Un premio di maggioranza di questa portata, tale da far impallidire la legge truffa del 1953(?) non è l’unica prodezza: che dire della proposta di far indicare i capilista dal partito?

E’ incredibile come la classe politica sia determinata nel non mollare la presa, nel non lasciare ai cittadini elettori la scelta di chi mandare in Parlamento.

Bloccare i capilista significherebbe (specialmente per le liste piccole che eleggerebbero solo i capilista di ogni circoscrizione) di bloccare di fatto le liste.

Per i partiti più grandi, primo il PD , il problema di bloccare gli eletti si risolverebbe mettendo insieme tre elementi: scelta delle candidature, scelta dei capilista e scelta dei VIP del partito che si candiderebbero in più circoscrizioni e sceglierebbero dopo l’elezione per quale circoscrizione optare.

Ancora un parlamento di nominati quindi. Rispettando la Costituzione solo formalmente. Ma ormai ci siamo abituati… O no?

Pensiamoci un po’. Cosa vogliamo che faccia il Parlamento? Perché le creazioni dell’uomo devono essere costruite in conseguenza dell’impiego che devono avere.

Vogliamo un Parlamento che controlli il Governo, impedendogli arbìtri? Vogliamo che sia costituito da gente libera, capace di dire si o no, in ragione delle proprie opinioni, formate dall’incontro tra i programmi presentati agli elettori e i fatti che si determinano durante la legislatura? Un parlamento che indichi al Governo quello che deve fare?

Oppure vogliamo un Parlamento che obbedisca al capo del partito di maggioranza, senza contraddirlo, ma lasciandolo lavorare? mentre le opposizioni denunciano per cinque anni i pretesi errori del Governo e della maggioranza?

Se vogliamo un Parlamento che non rompa le scatole, l’Italicum va bene. Ma a che serve ai cittadini un Parlamento che non rompe le scatole?

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