Serradifalco: “A strata nova 2015”. La Sinistra in movimento in Sicilia.

astratanova2SERRADIFALCO. Si festeggia il prossimo 25 luglio il 6° anniversario del movimento politico e culturale “A Strata Nova”. dibattito sui temi della politica attuale. Tra questi la prospettiva che anche in provincia di Caltanissetta, insieme ad altri gruppi politici affini, venga avviato il cantiere per una costituente della sinistra.

“La politica siciliana si è contraddistinta per i continui cambi di casacca dei suoi dirigenti; molti uomini che in passato hanno caratterizzato le esperienze di Cuffaro e Lombardo, oggi sostengono Crocetta. La nostra terra è in ginocchio: scuole fatiscenti, reti stradali e ferroviarie invivibili, distese di rifiuti, siti museali inesistenti; nonostante tutto c’è una generazione che non abbassa la testa al potere e che vuole anteporre i diritti delle persone alla “cultura del favore”; c’è una Sinistra che si è ritrovata unita nella lotta per i diritti dei lavoratori, degli immigrati, dell’ambiente, della salute, della scuola pubblica. Unita, per il rispetto della Costituzione e nella tutela dei diritti civili. Una sinistra che si dirige verso un soggetto politico autonomo e alternativo alle politiche neoliberiste del premier Renzi e del Pd”.

Per il suo 6° anniversario il 25 luglio sono previsti incontri con movimenti, partiti e associazioni che hanno lo stesso obiettivo della Strata Nova di costituire il manifesto programmatico per una nuova sinistra provinciale.

All’appuntamento, oltre alla Strata Nova, prenderanno parte Insieme a Syriza, Possìbile, L’altra Europa con Tsipras, Sinistra Ecologia e Libertà e L’Uomo Libero In Rivolta.

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Alle 17 sono in programma tavoli di dibattito a Palazzo Mifsud. Alle ore 21 la festa proseguirà nella villetta del minatore in via Cavalieri di Vittorio Veneto con  “Arrusti e mangia, la “Strapatata” e tanta buona musica.

Gestione fondi violenza sulle donne. Presentata interrogazione

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Nonostante si parli di risorse ingenti, ma soprattutto di un problema importante come quello degli abusi in famiglia, regioni come Sicilia, Calabria, Molise, Friuli Venezia Giulia, e le province autonome di Trento e Bolzano non hanno dato alcuna informazione sui fondi.

Al contrario ci sono luoghi come Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna dove i governi locali hanno garantito l’accesso alle decisioni compiute.

Dopo aver letto i dati contenuti nel progetto “Donne che contano” avviato da Actionaid, secondo la quale solo 12 amministrazioni regionali su 21 hanno pubblicato on line i documenti che provano le scelte compiute ed aver verificato la mancata trasmissione anche alle Camere,   abbiamo presentato un interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri per sapere se il Governo non ritenga opportuno intervenire prontamente per trasmettere alle Camere le relazioni annuali sull’attuazione del Piano al fine di monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche destinate a contrastare la violenza sulle donne, così come disposto dal dl 93/2013, promuovendo un’azione di trasparenza nell’assegnazione dei fondi e nella loro gestione.