SICILIA: CAMPANELLA (ILIC), SI’ A RIFORMA CAMERE COMMERCIO MA SENZA SVENDITA

Camera_commercio_Palermo1-750x400Palermo, 23 feb. (askanews) – “Una riforma delle Camere di commercio anche in Sicilia non è più rinviabile, ma ipotizzare una dismissione anche parziale del patrimonio degli enti camerali non può tradursi in una ‘svendita’, finalizzata solo a fare cassa per pagare i debiti accumulati negli anni, magari per pagare stipendi d’oro a burocrati e superconsulenti”. Lo ha detto il senatore Franco Campanella (Ilic), commentando gli allegati alla relazione tecnica del disegno di legge regionale di riforma delle Camere di commercio.

“In Sicilia per effetto di una legge regionale del 1962 – ha aggiunto – le pensioni del personale dei nove enti sono a carico delle stesse Camere di commercio siciliane. La vendita del patrimonio deve sottostare a precise regole di trasparenza anche per tutelare l’effettivo rispetto dei diritti acquisiti dal personale in quiescenza”.

“Se il faro – ha concluso – deve essere la spending review e una razionalizzazione della spesa si cominci a fissare un tetto agli stipendi e ad eliminare incarichi e poltrone funzionali solo agli interessi di ‘certa politica’”.

LANDINI. CAMPANELLA: M5S E’ UN PROBLEMA ENORME, ALLEATO DI RENZI

landinifrancoHo appena letto l’esternazione dell’onorevole #Nuti sull’eventuale discesa in campo di #Landini.

Il #m5s è un problema enorme per la gestione della cosa pubblica italiana.

Non per le istanze che ha dichiarato inizialmente, ma per la tendenza a considerarsi l’unico depositario della verità politica, rifiutando le alleanze.

Questa impostazione ha impedito un uso proficuo dei consensi acquisiti alle politiche del 2013, raggiungendo un accordo con Bersani, che includesse le istanze di cambiamento che gli elettori avevano affidato a #Grillo. Continua a leggere

‪#‎LeggeElettorale‬: “Le teste pensanti Valgono. Democrazia è un Popolo che si auto governa”

Nella nostra Costituzione è scritto all’articolo 1 che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Governabilità  – rappresentatività di fronte alla dicotomia che ci si pone davanti quale oggi è da perseguire?

Ci Basta un governo che decida anche se la propria azione non è rappresentativa della volontà popolare?

Le due cose peggiori che ho sentito da quando mi interesso di politica sono che : per essere uno statista “bisogna saper adottare scelte impopolari” e che il governo deve poter decidere senza impelagarsi nella “palude parlamentare”.

Queste considerazioni trasudano un netto sentimento antipopolare:  un’idea di popolo come di gregge da guidare da parte di una minoranza illuminata ” (ho appena dato l’autorappresentazione di una CASTA). Continua a leggere

Riforme: #Napolitano? Dopo endorsement a #Renzi siamo senza arbitro

napolitanoDopo l’endorsement netto di Napolitano al lavoro del governo Renzi, il Capo dello Stato ha cancellato ogni dubbio: siamo senza un arbitro in campo.

Mi chiedo, a questo punto a chi debbano rivolgersi i cittadini italiani, e sono tanti, che non sposano il contenuto delle riforme targate Renzi. A cominciare da quelle costituzionali che rischiano di stravolgere ulteriormente la Carta, dopo la scriteriata riforma del Titolo V.

l’Italia avrebbe avuto bisogno di un vero garante.

Currò riconsideri criticamente la sua valutazione dell’azione renziana e si avvicini a noi

curròIl governo ‪#‎Renzi‬ ha un piglio antidemocratico inaccettabile. Questo non può esimermi dal salutare con simpatia il gesto di coraggio di Tommaso Currò uscito oggi dal gruppo del M5S alla Camera dei deputati.

Ricordo con nettezza che appena eletto fu il primo a chiedere a Beppe Grillo in assemblea di proseguire quel “modello siciliano” di dialogo severo ma costruttivo, che tanto ci aveva accreditato con gli elettori durante le elezioni politiche in Sicilia (e che poi fu tradito anche in Sicilia, trasformandosi in un tatticismo autoreferenziale degno dei peggiori esempi di partitocrazia).

Ricordo anche che gli interventi in assemblea di Currò, sempre chiari e sempre costanti nel richiamare una volontà politica costruttiva, erano sempre oggetto di scherno ed accolti da urla scomposte da parte dei grillini ortodossi, sempre pronti ad ostentare la propria adesione “senza se e senza ma” al verbo di Casaleggio (Grillo è un interprete).

Faccio i migliori auguri a Tommaso, e primo tra tutti quello di riconsiderare criticamente la sua valutazione dell’azione renziana e di avvicinarsi a noi, che cerchiamo di recuperare quanto di solare e benefico c’era nella nostra visione del sogno che avevamo proposto agli elettori.
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Post Facebook Francesco Campanella

Perché scrivo di Grillo

folla_bagheriaHo un rispetto profondo per la maggior parte della gente che ho conosciuto e lasciato nel Movimento 5 Stelle.

Ho discusso con molti di loro per un sacco di tempo. Con passione e speranza. Allora per la maggior parte di noi Casaleggio non esisteva e Grillo era un uomo generoso che aveva messo a disposizione del paese la sua notorietà per promuovere un Movimento che restituisse ai cittadini il ruolo di piccoli sovrani che condividevano la dignità di attori politici con consapevolezza.

Tutti eravamo consapevoli che questo era un traguardo difficile da raggiungere perché esiste una classe dirigente attaccata alle leve del comando o, come si usa dire, alle poltrone.

Nel Movimento purtroppo c’è anche altro: persone che hanno tentato la sorte. Alcune riuscendoci ed altre no dopo aver provato senza successo in altre realtà politiche assimilate solo dall’avere le mani in pasta.

Io come ho sempre dichiarato, quando mi iscrissi al Movimento venivo da 10 anni circa di astensione dalla politica attiva, dopo aver lasciato, per stanchezza, Rifondazione Comunista, dove ho lasciato gente che stimo e con la quale mi sento ancora oggi. Nella politica non ho mai cercato altro che la realizzazione di progetti collettivi. Per me Dio mi ha dato già abbastanza.

In questi mesi ho imparato molto di Grillo. Dai suoi comportamenti (e da quelli dei fedelissimi) non è una brava persona. Io non tollero i bugiardi e gli ipocriti. Lui è un’eccellenza in entrambe le categorie.

Tralasciando altre motivazioni è BUGIARDO quando dice che io gli altri colleghi siamo usciti per i soldi: abbiamo continuato a restituire le indennità eccedenti e abbiamo mantenuto rapporti coi nostri gruppi di origine.

È IPOCRITA quando dice che i partiti danno una versione ripulita della verità ai propri iscritti, perché è vero ma lo fa anche lui: il gruppo che si occupa della comunicazione contratta sulle domande quando i parlamentari 5 stelle vanno in TV e copre le magagne di quelli tra i parlamentari assumono fidanzati e congiunti vari e restituiscono in modo allegro (e poi il Blog è peggio della PRAVDA).

È SCORRETTO perché non rispetta l’impegno preso di far partecipare gli iscritti e gli attivisti. Con la scusa della sicurezza di volta in volta votano gli iscritti fino alla data che decide lo Staff, votano sulle cose che lo Staff decide di far votare, quando decide lo Staff e per il tempo che decide lo Staff .

Perché? Perché lo dice lo #Staff. Altro che democrazia diretta, questa non so se è diretta, ma non è democrazia. L’Italia non ne aveva Bisogno. Adesso la gente è tornata a non votare e sarà un problema convincerla di nuovo. Ecco perchè non tollero più Beppe Grillo.

A che serve un Parlamento che non rompe le scatole?

"l'Italia è piena di ignoranti"

                     ” l’Italia è piena di ignoranti “

In commissione Affari costituzionali del Senato si ripresenta la legge elettorale, ben frollata dopo mesi di frigorifero.

Il tempo non l’ha resa più digeribile: è rimasta quella pozione micidiale che il PD è stato capace di produrre violentato dalla guida di Matteo Renzi. Anzi, cosa apparentemente impossibile, è peggiorata: le modifiche (proposte dai renziani e ingoiate dall’ex senatore – ex cavaliere – ma ancora leader dell’ex Centrodestra – Berlusconi) prevederebbero che il premio di maggioranza andrebbe alla lista (e non più alla coalizione) di maggioranza relativa ,al raggiungimento non più del 37% ma del 40% dei consensi.

In pratica invece di regalare fino al 18% dei consensi al gruppo di partiti che prende più voti, regalerebbe il 15% dei consensi a ciò che ormai è diventato il “Partito Della Leopolda” (PDL) per consentirgli di governare senza quei fastidiosi partitini sempre pronti a disturbare il grande Leader, magari chiedendo di non sprecare soldi pubblici in opere inutili, di ridurre il precariato e di chiedere all’Europa di lasciarci combattere la disoccupazione senza legarci le mani con un’austerità che aiuta solo i Paesi dell’Europa Settentrionale, o meglio le loro élite economiche.

Un premio di maggioranza di questa portata, tale da far impallidire la legge truffa del 1953(?) non è l’unica prodezza: che dire della proposta di far indicare i capilista dal partito?

E’ incredibile come la classe politica sia determinata nel non mollare la presa, nel non lasciare ai cittadini elettori la scelta di chi mandare in Parlamento.

Bloccare i capilista significherebbe (specialmente per le liste piccole che eleggerebbero solo i capilista di ogni circoscrizione) di bloccare di fatto le liste.

Per i partiti più grandi, primo il PD , il problema di bloccare gli eletti si risolverebbe mettendo insieme tre elementi: scelta delle candidature, scelta dei capilista e scelta dei VIP del partito che si candiderebbero in più circoscrizioni e sceglierebbero dopo l’elezione per quale circoscrizione optare.

Ancora un parlamento di nominati quindi. Rispettando la Costituzione solo formalmente. Ma ormai ci siamo abituati… O no?

Pensiamoci un po’. Cosa vogliamo che faccia il Parlamento? Perché le creazioni dell’uomo devono essere costruite in conseguenza dell’impiego che devono avere.

Vogliamo un Parlamento che controlli il Governo, impedendogli arbìtri? Vogliamo che sia costituito da gente libera, capace di dire si o no, in ragione delle proprie opinioni, formate dall’incontro tra i programmi presentati agli elettori e i fatti che si determinano durante la legislatura? Un parlamento che indichi al Governo quello che deve fare?

Oppure vogliamo un Parlamento che obbedisca al capo del partito di maggioranza, senza contraddirlo, ma lasciandolo lavorare? mentre le opposizioni denunciano per cinque anni i pretesi errori del Governo e della maggioranza?

Se vogliamo un Parlamento che non rompa le scatole, l’Italicum va bene. Ma a che serve ai cittadini un Parlamento che non rompe le scatole?

“Contro la mafia non c’è solo Nino Di Matteo, ma tutto il Paese”


“Contro la mafia non c’è solo Nino Di Matteo, ma tutto il Paese”.

Serve una presa di posizione forte da parte del Governo nei confronti del pm e di tutti i servitori dello Stato.

Non si possono più fare gli errori del passato. L’isolamento condanna e uccide prima delle bombe.

Ho appena presentato un interrogazione con carattere di urgenza per sapere:

quali siano le misure che i Ministri dell’Interno e della Giustizia intendono adottare per garantire la massima protezione nei confronti del dottor Nino Di Matteo e della sua scorta;

se non ritengano di dover dotare con la massima urgenza il convoglio utilizzato dal pubblico ministero del dispositivo bomb jammer e quali siano ad oggi le valutazioni che lascerebbero preferire di non muoversi in tal senso.

AST, CAMPANELLA: QUESTO GOVERNO PARLA, AGISCE E NON ASCOLTA!

Roma, 29 ott. – “Le cariche della polizia? Da Thatcher a Renzi certe politiche sul lavoro finiscono sempre per colpire i lavoratori”. Cosi’ Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, senatori di Italia Lavori In Corso (ILIC) che, insieme a Sel, hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro Alfano. “Per i manifestanti le forze dell’ordine devono essere un punto di riferimento. Quanto accaduto oggi- concludono- sembra solo la traduzione pratica dell’atteggiamento del premier verso i sindacati”.

#Semprelostessoverso

anziano_supermercato_mele_noci_furtoSe passa la linea per cui si ritarda al 10 del mese il pagamento delle pensioni il governo Renzi avrà colpito con un solo attacco le figure più deboli della società italiana: i pensionati (non quelli d’oro) ed i loro figli inoccupati e sottoccupati.

Una manovra di questo genere sottende la logica ferina di attaccare il più debole, quello che non può difendersi. E’ peggio di rubare il gelato ai bambini. Quelli hanno i genitori a difenderli, gli anziani no.

Dovevamo aspettarci dal Partito Democratico un provvedimento di questo genere? Se fosse un atto isolato, sarebbe incredibile.

E, attenzione! non è una ferita di poco conto: solamente chi non ha alcun rapporto con la gente comune può non capire che alla fine del mese una famiglia boccheggia in attesa di poter riscuotere le centinaia di euro di pensione.

L’aspettano gli anziani e l’aspettano i loro figli che, senza lavoro,stanno li “a guardargli le mani” come si dice dalle mie parti.

Si può aborrire il populismo senza accedere all’antipopolarismo. E non dovrebbe servire neanche ricordare che questi provvedimenti sono compressivi del consumo interno: solo pochi giorni fa è stata resa nota la rilevazione della riduzione dei consumi alimentari degli italiani.

Questa norma deve essere rimossa dal panorama del fattibile nella legge di stabilità. Si prenda la ricchezza dove c’è e si smetta di depredare i più deboli solo perchè è più facile.

La dichiarazione per cui lo spostamento della data di pagamento al giorno 10 del mese riguarderebbe solo coloro che godono di una pensione INPS e di una pensione INPDAP non sposta molto, è l’approccio (già sperimentato dal Governo col job act) di dividere i poveri e metterli in contrapposizione tra loro.

PS: a forza di raschiarlo, il fondo del barile si buca. E poi?