Agrumi: Un futuro diverso. Presentazione del DDL per la salvaguardia e valorizzazione delle colture di agrumi

cs-ddl-agrumicolturaRoma, 15 settembre 2016 – Tra poche settimane gli agrumeti di Sicilia e di Calabria cominceranno a tingersi di giallo e arancione. La nuova campagna agrumicola rischia però di dover fare i conti con una fase negativa di mercato che sta diventando purtroppo strutturale e caratterizzata da decisioni comunitarie che stanno penalizzando ancora di più le nostre produzioni.

Sono circa 130 mila gli ettari di agrumeti in Italia, in prevalenza in Sicilia e Calabria ed è un patrimonio da difendere e rilanciare perché ha grandi potenzialità: arance, limoni, mandarini, mandaranci italiani sono prodotti di altissima qualità, controllatissimi dal punto di vista fitosanitario e che si prestano anche a trasformazioni industriali che non si limitano a succhi e marmellate, perché grazie a tecnologie innovative si può arrivare a sfruttarne in maniera virtuosa anche gli scarti. Continua a leggere

Referendum: Il costo peggiore della politica è un governo sordo alle richieste delle persone. E questo nei disegni di Renzi pare destinato a rimanere

noLa “riforma” Renzi-Boschi della Costituzione, fortissimamente voluta dal Governo, è una brutta legge, scritta male, approvata peggio e con un fine reale diverso da quello dichiarato: la maggioranza dichiara di ricercare una maggiore semplicità e velocità nel processo legislativo (leggendo le carte si vede che questo obiettivo è clamorosamente mancato) e invece il maggior effetto delle riforme è l’affrancamento del Governo dal controllo parlamentare (già in atto ma definitivamente fissato con la revisione costituzionale).

L’Italia ha sicuramente bisogno di riforme: l’incremento delle possibilità di comunicazione e, più in generale, il cambiamento dei modi di produrre, di consumare e di relazionarsi, richiederebbero un adeguamento dei rapporti tra cittadini e stato, ma la disaffezione dei cittadini verso le istituzioni indica la necessità di riforme dirette verso una maggiore partecipazione. Durante la discussione parlamentare ogni ipotesi in questo senso è stata rigettata. Là dove il Governo rivendica l’introduzione di modifiche ampliative degli istituti di democrazia diretta, andando a guardare la legge si vede che queste sono rimandate ad atti successivi. Continua a leggere