Un gattopardo di nome Matteo. #iovotoNO

gattorenziRicordate il #Gattopardo di Tomasi di Lampedusa?

Ricordate la frase: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»?
Non è il vecchio principe di Salina a dirlo; è il giovane Tancredi, suo nipote, giovane ambizioso, energico, e anche cinico.

Veniamo ad oggi, al #referendum costituzionale, al #SI e al #NO, ai vecchi gufi ed ai giovani rottamatori.
Matteo Renzi, che, per accusare di immobilismo i fautori del NO, cita oggi il Gattopardo, fa una involontaria ed incauta auto accusa, come avviene a volte nei romanzi gialli, quando il colpevole, sotto pressione, o per eccesso di sicurezza, si tradisce.

In effetti l’effetto ricercato con questa “riforma”, é il sogno proibito di tutti i governi e inconfessato dai più: NON è l’accelerazione dell’attività dei governi, il loro efficientamento, è piuttosto la consacrazione dell’attuale congelamento dei controlli parlamentari.

Negli ultimi anni (e soprattutto con l’ultimo governo) il Parlamento è stato soprattutto una cassa di risonanza del Governo oppure un comodo capro espiatorio, (oltretutto collegiale) a cui attribuire la responsabilità di ogni lentezza, di ogni fallimento, per disperderla nella collettività dei “politici”.

Quello stesso Parlamento si mette facilmente da parte coi “supercanguri” e altri strappi regolamentari quando serve correre, per rispondere alla stampa o poter mostrare in tv una opposizione umiliata.

Insomma il Parlamento da anni è umiliato, zittito, sfigurato da sistemi elettivi che poco spazio lasciano alla volontà popolare.

La volontà popolare é vittima di continue forzature.

Con la #Riforma si eliminerebbe la necessità di altre forzature. Come? Sommandole tutte ed esercitandole in una sola volta, togliendo al Parlamento la residua, debole possibilità di opporsi e congelandolo nell’attuale ruolo di sfogatoio.

“Cambiare tutto perché nulla cambi”.

Capito il giovane Matteo Renzi? La giovane Maria Elena Boschi?

Per questo respingo la revisione costituzionale #Renzi #Boschi, per proseguire la lotta, per restituire dignità al Parlamento e, con una legge elettorale seria, farlo tornare ad essere la voce dei cittadini.

Per questo #iovotoNO!

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