Gela, Campanella: «Eni non usi ricatto riconversione. Dov’era la Regione, che avrebbe dovuto vigilare?»

gelaPALERMO, 11 MARZO 2016 – «Sulla salute dei cittadini non si può giocare al ribasso. Chi ha sbagliato deve pagare e, soprattutto, mi auguro che siano infondate le paure di chi teme un ricatto sul fronte della riconversione green dello stabilimento di Gela». Lo dichiara il senatore si Sinistra Italiana, Francesco Campanella, a proposito del rinvio a giudizio di 22 persone, tra dirigenti e tecnici della raffineria di Gela e dell’Enimed.

«Eni si assuma le sue responsabilità – aggiunge il senatore -, insieme a chi in questi anni ha omesso l’attività di verifica e controllo. La società adesso non faccia il gioco delle tre carte e non tiri in ballo i fondi per la riconversione in caso di condanna, dopo avere sfruttato quel territorio fuori da ogni logica di sostenibilità»

Secondo Campanella, «questo è solo l’inizio, l’inchiesta non è ancora conclusa. Attendiamo l’esito delle indagini sull’esposizione all’amianto, sulle morti di alcuni dipendenti dell’impianto “Clorosoda” e sugli sversamenti a mare di sostanze inquinanti».

«Dov’era – si chiede ancora Campanella – la Regione, che avrebbe avuto la responsabilità di vigilare sulla salute dei cittadini? Attendiamo la conclusione del lavoro della magistratura perché evidentemente sulla capacità politica di questa classe dirigente regionale non si può fare alcun affidamento».

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