Il mio intervento a #Cosmopolitica

io voglio una casa dove vivere
io voglio che mi sia riconosciuto il diritto di essere chi sono e come sono
io voglio un lavoro che mi consenta di vivere dignitosamente
io voglio che nessuno mi faccia ammalare
io voglio essere curato se mi ammalo
io voglio amare chi dico io
io voglio dire ciò che penso
io voglio sapere veramente ciò che succede
io voglio far studiare i miei figli perché possano vivere meglio di come vivo io
io voglio pagare solo le tasse che posso pagare senza rovinarmi
io voglio poter vivere nel mio paese
Io voglio accogliere chi non può più vivere nel suo.

Non ho detto vorrei. ho detto voglio. Perché è mio diritto. lo hanno scritto i nostri padri nella costituzione e molti di loro sono morti perché ci fosse scritto.

Negli anni dopo la guerra la Repubblica si è mossa sotto la spinta dei progressisti nella direzione di applicare la Costituzione. Dagli anni 80 ad oggi stiamo assistendo ad una rivoluzione al contrario.

Il peggio è che questa contro rivoluzione non è stata fatta dal partito di destra ma è stata realizzata pezzo dopo pezzo dal centro sinistra ed in buona misura dal partito democratico sono stati loro che hanno precarizzato progressivamente il lavoro fino ad arrivare al Jobs act;

sono stati loro a mettere il pareggio di bilancio in Costituzione

sono stati loro a dismettere pezzo pezzo la sanità pubblica trasformando gli ospedali in azienda.

Sono stati loro a consentire la distruzione del territorio e adesso ad accelerarla con lo sblocca italia.

Sono stati loro a trasformare la scuola pubblica in un opificio in cui si fabbricano lavoratori precari. Nascondendosi dietro l’Europa del l’austerità liberista.

Di fronte a questo sfacelo le destre ed i populismi senza risposte e senza democrazia hanno raccolto una grande messe di voti e li hanno usati per gestire amministrazioni ed azioni politiche in modo scriteriato. senza dare risposte costruttive e facendo un uso massiccio della propaganda per nascondere il proprio vuoto politico.

Nel frattempo uomini e donne di sinistra hanno continuato a cercare un percorso comune per costituire una alternativa credibile a chi gestisce il potere e a chi si contrappone senza un disegno.

Non farò l’elenco dei tentativi che non hanno funzionato, secondo me però il mancato successo è nato da una carenza di generosità. Quella che si manifesta ascoltando gli altri

E mettendo la propria persona dopo il progetto comune.

È importante che il nuovo partito sia visto dagli italiani progressisti come un posto di loro proprietà, un posto in cui ogni opinione conta per quanto vale e non per chi la esprime.

Io, insieme a tutti voi che già oggi state qui e a chiunque vorrà lavorare con noi in italia e in Europa, lavorerò a questo processo per costruirne una casa solida ed accogliente per chi crede nel progresso delle persone e della società. per chi crede nella rivoluzione promessa dall’articolo 3 della costituzione repubblicana. E continuerò a chiamare e a cercare l’aiuto di tutti coloro che vogliono queste stesse cose a cominciare dai miei compagni dell’altra Europa , dai compagni che lavorano in rifondazione e possibile che fino ad oggi dubitano della fecondità del tentativo che comincia in questi tre giorni.

Dai compagni e gli amici dei movimenti e da tutti quelli che nella società agiscono per proteggere l’ambiente e per migliorare la vita degli altri.

La costruzione di un partito unico e forte della sinistra in Italia è una strada obbligata. possiamo farlo a fine di quest’anno, alla fine dell’anno prossimo o tra dieci anni.

Prima lo facciamo meglio è.

Per questo sono qui oggi con tutta la mia forza.

Mi impegno a lavorare perché tutti possiamo raccoglierci qui (e restare insieme).

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2 thoughts on “Il mio intervento a #Cosmopolitica

  1. Un bel discorso, che viene dal cuore ma anche da un’analisi obbiettiva e razionale. Se siamo a questo punto lo dobbiamo sicuramente al mondo che cambia, ma anche e soprattutto alle cattive cure che per primo il centrosinistra in Italia e in Europa ha fornito. Hanno sbagliato,continuano a sbagliare, e non lo ammetterenno mai. ecco perché è necessaria una nuova classe dirigente e in un nuovo partito.

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